Il primo Speech (in H-Farm) non si scorda mai…

Il primo Speech (in H-Farm) non si scorda mai…

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Alla mia giovane età di 24 anni sono riuscito a fare il mio primo speech in un posto magico, viene definita la Silicon Valley Europa!

Di che cosa sto parlando?

Sto parlando del più grande polo dell’innovazione digitale esistente in Europa, H-Farm!

Qui sotto puoi vedere una foto assieme al fondatore, Riccardo Donadon:

Ti chiederai perchè sono lì, perchè ho avuto la possibilità di fare questo speech e di che cosa ho parlato?

Se hai già avuto modo di leggere alcuni dei miei articoli di blog passati sai molto bene che sono stato, all’età di vent’anni, il Consulente più giovane al mondo per Infusionsoft by Keap

…all’età di ventitre anni sono diventato il Partner più giovane al mondo a collaborare con questa incredibile realtà.

Ecco perchè dopo innumerevoli risultati ho potuto parlare per la prima volta nella mia vita delle automazioni dei processi di marketing per piccole e medie imprese di fronte ad oltre 100 imprenditori!

Lo dico con orgoglio, me la sono cavata piuttosto bene ricevendo alla fine dello speech feedback molto positivi.

Se sei curioso di sapere e che emozioni si provano nel fare il primo speech, continua a leggere perché ora ti racconto tutto nei minimi dettagli.

Prima di salire sul paco mi sono preparato a dovere…

…normalmente a lavoro non mi vesto mai troppo formale, per intenderci il vestito elegante di solito me lo metto solo per i matrimoni e basta.

In questa occasione sia per me stesso e sopratutto per il pubblico a cui avrei parlato mi sono messo un bel abito elegante ma con un tocco di giovinezza, come puoi notare avevo delle belle sneakers ai piedi che quasi non centrano nulla con tutto il resto.

Alla fine ho ventiquattro anni e la scarpa in pelle non mi è mai andata a genio.

La cosa ironica è che mi sono dovuto cambiare in un bagno…

…esco, ricevo i consigli prima di andare sul palco e dopo qualche minuto mi presentano e vado on stage.

Avevo letteralmente il cuore che andava a duemila, ero un po’ imbarazzato e in tutto questo l’unica prova che avevo fatto prima di salire sul palco non era servita a nulla perchè farlo da solo davanti ad uno specchio non è uguale ad essere di fronte ad oltre cento persone che ti guardano per la prima volta.

Almeno avevo con me le mie care slide che mi avrebbero dato una mano a tenere la giusta traccia per tutto lo speech.

Proprio qualche minuto prima io tutto sicuro di me stesso, parlo con la regia per dargli le slide e fargliele proiettare al monitor che avrei dovuto avere di fronte a me.

Ma guarda caso, il monitor non c’era.

Giustamente tutti gli speaker prima di me non avevano bisogno del monitor perchè per loro non era la prima volta e ciò che dovevano dire lo sapevano a memoria.

Ero proprio in un bel guaio.

Che soluzioni avevo?

Sfrutto subito la più grande risorsa che avevo allenato per anni cioè trovare le soluzioni ai problemi.

Infatti con un mio collaboratore abbiamo deciso che appena sarei andato sul palco avrei avviato una Zoom call affinché io potessi vedere sul Mac di fronte a me, in schermo condiviso, la slide prima e la slide dopo che di cui avrei dovuto parlare.

È stata una soluzione che ha funzionato benissimo, infatti sono riuscito ad avere sempre sotto controllo il filo del discorso, mentre io parlavo il collaboratore mandava avanti o indietro le slide per me.

Ritornando a noi, finalmente sono sul paco…

…sul monitor dietro di me la regia proietta le slide e mi da un telecomando affinchè io possa mandare avanti sul monitor le slide e seguire tutta la traccia.

Inizio…

Parlo per 1 minuto e poi clicco sul tastino per andare a far vedere la seconda slide.

Clicco e non succede nulla.

Ma proprio nulla, le slide sul monitor dietro di me non vanno avanti.

Guardo la regia e gli comunico che non funziona il telecomandino, mi viene detto di cliccare meglio!

Così io mi fermo, alzo la mano e clicco davanti a tutti.

Di nuovo non accade nulla.

Arriva l’assistente e vede che il telecomandino che mi aveva dato era scarico, non funzionava più.

Insomma sono stato proprio fortunato, ero nel flusso, agitato e pieno d’ansia e appena cerco di cambiare la prima slide la tecnologia mi fa uno scherzetto.

Puoi ben immaginare come tutta la sala si è messa a ridere ed è iniziato un applauso generale di incoraggiamento.

Prendo il secondo telecomandino, riprendo a parlare e dopo altri 30 secondi volevo cambiare slide.

Clicco di nuovo e non succede nulla.

In quel preciso momento ho pensato che quello speech sarebbe andato piuttosto male, visto come era partito.

Mi sono bloccato per la seconda volta di fila e non per colpa mia ma per motivi tecnici, infatti anche il secondo telecomando non funzionava.

Riguardo la regia e l’assistente e faccio notare che anche questo telecomandino non va.

L’assistente tutto incredulo si avvicina al palco, lo prova anche lui e nota che era danneggiato e non andava.

Lo so, fa ridere a me scriverlo, i due telecomandi che mi erano stati dati non funzionavo.

Cosi come ultima risorsa mi danno direttamente il controller in che usava la regia, lo provo e vado avanti indietro per vedere se va…

…sembrava tutto ok, potevo iniziare lo speech da capo.

Altro applauso di incoraggiamento e inizio.

Dentro di me sentivo un calore interno incredibile, avevo le palpitazioni ed ero diventato tutto rosso in faccia.

Sarai d’accordo con me che sono stato un po’ (se non troppo) sfortunato.

In quel preciso momento che ho iniziato per tornare subito in focus mi sono concentrato solo su una cosa…

…quella di trasmettere nella maniera più genuina quello che sapevo agli imprenditori che avevano deciso di dedicarmi due ore del loro prezioso tempo.

Inizio a parlare…

…i primi minuti sentivo ancora la pressione di tutto quello che era successo prima ma con il passare del tempo e con in mente l’obiettivo di trasmettere tutte le informazioni agli imprenditori che gli avrebbero permesso di automatizzare i loro processi di marketing aziendali mi sono ritrovato a finire lo speech quasi senza accorgermene.

Risultato finale?

Tutta la sala in piedi e un bel applauso di un minuto.

È stata un’esperienza incredibile che spero di rifare il prima possibile.

Spero che la mia prima avventura sul palco ti abbia fatto in qualche modo emozionare e strappare un sorriso.

Quello che mi sono portato io a casa con me sono state emozioni nuove, sensazioni mai provate prima ed una nuova consapevolezza dentro di me che posso stare davanti ad un pubblico e non fare scena muta.

Ringrazio inoltre tutta Evolution Forum per avermi dato la possibilità di trasmettere le mie conoscenze, la mia passione per le automazioni dei processi di marketing per PMI ed un’opportunità di aiutare nuove aziende con cui sono venute fuori collaborazioni nel anno successivo.

Se ti ha fatto piacere leggere la mia prima esperienza come relatore e vuoi lasciare un commento qui sotto sarò molto felice di risponderti personalmente.

Un abbraccio virtuale,

Iulian

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